Venezia sta perdendo i suoi artigiani. È un dato di fatto. Ogni anno chiudono botteghe che hanno attraversato generazioni, sostituite da negozi di maschere cinesi e vetro di Murano fatto chissà dove. Ma ci sono ancora persone che resistono, che continuano a fare il loro mestiere come lo facevano cinquant’anni fa. Te ne raccontiamo tre.
Il rilegatore che ancora lavora come una volta
Le botteghe di rilegatura a Venezia si contano sulle dita di una mano. Dall’esterno sembrano tutte uguali: quaderni rilegati in carta marmorizzata, agende turistiche, segnalibri decorativi. Poi entri in una di quelle vere e capisci subito la differenza.
Il rilegatore vero non sta dietro il bancone a vendere. Sta al tavolo da lavoro, con le mani sporche di colla, circondato da carte, pressatori, corde e strumenti che sembrano usciti da un’altra epoca. Usa tecniche che hanno secoli. Carta fatta a mano, colle animali, cuciture che tengono per generazioni.
Se gli porti un libro da rilegare, non ti darà un preventivo immediato. Lo guarderà, lo toccherà, valuterà cosa serve davvero. Ti spiegherà il processo, ti mostrerà i materiali, ti dirà quanto tempo ci vorrà. Non è economico. Una rilegatura fatta bene può costare quanto il libro stesso, a volte di più. Ma è fatta come si deve.
L’odore in queste botteghe è inconfondibile: cuoio, carta vecchia, colla. Entrare è come fare un passo indietro nel tempo. Non vendono solo quaderni ai turisti per pagare l’affitto, anche se lo fanno. Il vero lavoro è il restauro, le commissioni, i progetti che richiedono settimane. Quelle cose che nessun negozio in franchising potrà mai fare.
Il vetro di Murano che ancora viene fatto a Murano
Murano è invasa da fornaci-negozio che vendono vetro fatto altrove. È difficile distinguere quelle vere da quelle false se non sai cosa cercare. Il primo indizio è sempre lo stesso: se c’è un commesso che ti chiama dalla porta, probabilmente non è il posto giusto.
Le fornaci autentiche sono botteghe di lavoro, non showroom. Sono piccole, spesso nascosti tra le calli, senza insegne enormi. Se entri, probabilmente vedi qualcuno al forno. Il vetro di Murano si lavora a 1400 gradi. Vedi la pasta incandescente che prende forma, il movimento della canna, il ritmo che solo chi lo fa da decenni può avere.
Ogni pezzo è diverso perché è fatto lì, in quel momento, con quelle mani. Non escono dallo stesso stampo. Il vetraio lavora su commissione per musei, collezionisti, architetti. Se gli chiedi qualcosa di specifico, ti dirà se è fattibile. Non ti dirà sempre di sì solo per vendere.
Il vetro vero costa. Un bicchiere può costare quanto una cena, un lampadario quanto un viaggio. Ma è fatto a mano, con tecniche che hanno secoli, da qualcuno che sa davvero cosa sta facendo. Le riproduzioni che trovi nei negozi del centro a dieci euro non sono paragonabili. Sono due cose diverse che condividono solo il nome.
Il remèr e le forcole fatte su misura
Il remèr è l’artigiano che fa le forcole, quegli scalmi di legno dove si appoggia il remo delle gondole. È un mestiere che in pochi fanno ancora. Le botteghe rimaste si contano su una mano.
Una bottega di remèr sembra ferma nel tempo. Trucioli di legno per terra, seghe appese al muro, forcole a metà lavoro appoggiate ovunque. L’artigiano è lì tutti i giorni a lavorare il legno con strumenti che sembrano antichi, perché lo sono.
Ogni forcola è diversa. Dipende dal gondoliere, dal peso della gondola, dal tipo di voga. Il remèr le fa su misura. Ascolta cosa serve, prende le misure, sceglie il legno giusto. Poi passa settimane a scolpirla, un pezzo alla volta, fino a che non ha la forma perfetta.
Le forcole vere sono usate dai gondolieri veri, quelli che ancora remano. Non sono souvenir, sono strumenti di lavoro. Se ne compri una come ricordo, ti costerà quanto un volo per Venezia. Ma è un pezzo fatto a mano da uno degli ultimi maestri rimasti.
Le botteghe sono aperte quando sono aperte. Non hanno orari da negozio. Il remèr lavora quando c’è luce, si ferma quando è stanco. Se passi e trovi chiuso, riprova domani. Se trovi aperto e lui sta lavorando, guarda in silenzio. È raro vedere qualcuno che ancora fa le cose con le mani, con pazienza, senza fretta.
Dove trovarli davvero
Gli artigiani veri non stanno nelle strade turistiche. Stanno a Dorsoduro, a Murano lontano dal pontile dei vaporetti, in calli di Castello dove non passa nessuno. Non hanno siti web curati, non fanno pubblicità su Instagram. Esistono perché qualcuno ha bisogno del loro lavoro, non perché vendono ai turisti.
Se vuoi trovarli, chiedici. Noi ci viviamo a Castello, conosciamo le botteghe che resistono. Non ti manderemo in posti turistici, ma in quelli veri. Dove il lavoro è ancora fatto come una volta, dove vale la pena entrare anche solo per guardare.
I nostri appartamenti a Castello sono nel quartiere degli artigiani, quello dove Venezia lavora ancora. A dieci minuti a piedi trovi botteghe che esistono da generazioni. Check-in automatico, spazi pensati per chi vuole vivere la città vera.
Masin Services srl
Sestiere Castello 6661
30122 Venezia
P.IVA 04496330277
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